Belgio, Bruxelles, Vallonia e Ardenne: mondi diversi di uno stesso universo

Belgio, Bruxelles, Vallonia e Ardenne: mondi diversi di uno stesso universo

Ho sempre preferito lasciare il boccone migliore per ultimo o ascoltare la buona notizia dopo quella cattiva, come si suol dire Dulcis in fundo, e questa volta farò anche io così.

A dire il vero il viaggio di cui sto per parlare è iniziato al contrario, il meglio è venuto prima e l’amaro in bocca è rimasto poi fino alla fine. Ma non tutto il male viene per nuocere. per una volta ho apprezzato la Belle Italie, in barba a chi mi accusa di essere esterofila.

Dunque parliamo di Bruxelles. Capitale del Belgio, sede della Commissione Europea è una delle capitali che ho detestato maggiormente. Non è che non l’ho apprezzata, attenzione! Achtung! Attention!

A tratti l’ho proprio disprezzata.

Grotte de Lorette, Rochefort
Grotte de Lorette, Rochefort

Iniziamo con l’accoglienza. L’aeroporto a Sud, quello di Charleroy è piccolissimo, disorganizzato, con pochi posti a sedere. Un lungo corridoio. Fortunatamente questo può essere un vantaggio nel momento in cui devi cercare qualcosa (macchine da fittare, bus ecc.) così da non dover chiedere agli indigeni del luogo.

Se conosci la loro lingua bene, altrimenti nemmeno a gesti!

Il tedesco (che dovrebbe essere una delle lingue ufficiali non se lo fila nessuno), l’inglese è come l’arabo, anzi, vista la quantità enorme di arabi, se conosci questa lingua hai più speranze di comunicare.

Comunque sia, in aeroporto, bene o male incappi nel solito: a little bit, e quindi riesci anche a fare due chiacchiere.

Ricordate bene questa frase: A LITTLE BIT, perchè in giro per Bruxelles la sentirete spessissimo.

Bene lasciamoci l’aeroporto alle spalle (l’aeroporto di Bruxelles-National va già meglio di Charleroy) e entriamo nel vivo della capitale. Il bus vi lascerà a Gare du Midi, la stazione centrale.

Un tripudio di confusione, scale, corridoi, uffici, gente che non sa parlare l’inglese o a little bit, macchinette che non accettano contanti per fare ticket dei treni, o macchinette che non accettano le carte. Uffici con code lunghissime. Mappe dei mezzi di trasporto inesistenti, a meno che non hai una Bruxelles card, che ti consentirà di ricevere la mappa “free” presso un simpatico quanto lentissimo sportello Kiosk.

Ma non credete che di questo vi avviserà qualcuno. Dovete scoprirlo da soli, navigando in rete. Per fortuna avevo preso le mie precauzioni (abituata ai paesi francofoni) e avevo già raccolto quante più info prima di partire), così cerco un ufficio dove poter fare questa benedetta “card”.Brussels Card visual HR

Per carità, l’idea è carina, questa carta da accesso gratis alla maggior parte dei musei, riduzioni su molte attrazioni, sconti in alcuni locali (cosa abbastanza inutile, non ho usato nessuno dei voucher presenti nel libretto che mi è stato consegnato insieme alla card). Inoltre si ha anche il libero accesso a tutti i mezzi di trasporto pubblici all’interno della città, firmati Stib (almeno eviti la scocciatura di dover fare ogni giorno un biglietto, di dover timbrare ecc, la card funziona con banda magnetica, come la Oyster Card della bella London o come la I’Amsterdam Card. )

A ogni modo, arrivate alla stazione centrale e non ci sono nemmeno le indicazioni in inglese! Niente. Alla faccia della Commissione europea, unica lingua, abbattiamo le barriere e bla bla bla, mi sono persino meravigliata del fatto che avessero l’euro!

Uno strano odore di piscio misto a fumo e muffa invade le tue narici mentre cerchi un treno, un tram, o un bagno. Bagni a pagamento. Dovunque.

Anche in Germania spesso sono a pagamento. E si, ma sono puliti. Decorosi, rilassanti.

IMG_4200
Il famoso Atomo

A Bruxelles no. Sono maleodoranti e l’igiene è una convenzione trascurabilissima.

E allora ecco che si spiega quel nauseabondo lezzo di piscio che aggredisce le narici nelle stazioni o negli angoli delle strade meno affollate. La gente, soprattutto i barboni, preferiscono farla per strada o sui binari, o negli angoli, piuttosto che “sprecare” 40 o 50 cent per andare in bagno (in questo mi ha ricordato molto Roma, il grande cesso pubblico).

Comunque, arrivi a destinazione. Se hai scelto un posto non proprio al centro, è la fine. Sarai isolato dal mondo. Locali che chiudono presto, supermercati come mosche bianche, pastisserie o bakerie, o gelaterie come miraggi e soprattutto strade sporche.

Bhe, se è per questo, l’ultimo punto è comune a tutta la città.

Una città caotica, disordinata, con poche aree verdi e “monnezza” dappertutto.

Bottiglie vuote, cartacce, cicche, tappi, volantini, di tutto e di più annidato sotto cespugli, agli angoli delle strade, nelle stazioni.

Una città davvero sporca, mi sono detta già il secondo giorno.

Però la gente è anche disponibile e gentile. Non sanno parlare altro che la loro stramaledetta lingua (per fortuna molto facile da comprendere), ma non li ho trovati molto ostili. Comunque (soprattutto gli “importati”, stranieri ecc. ecc.) avevano sempre un sorriso da ricambiare.

Il problema non credo che siano loro come individui, ma come comunità. La città emana ostilità. Confusione. Non è a portata di visitatore.

Ci sono molti musei, ne avrò visitati una dozzina, ma in alcuni i prezzi sono troppo alti rispetto a quello che offrono (benedetta Bruxelles card!!!).IMG_3956IMG_3813

Encomiabile il museo di scienze naturali, hanno una collezione di dinosauri impressionante, organizzata benissimo e molto aggiornata (in questo devo dire, pari al natural History Museum della mia bella London, se non meglio). IMG_3800Il Museo della birra invece, una delusione. Due stanzette striminzite e un video inutile. Evitatelo, davvero. Parola di una che con la birra ci lavora, e che ha intrapreso questa avventura belga soprattutto per lavoro, affascinata dalla birra.

E a proposito di birra…

Birrerie, Brasserie, Pub e Ristoranti a dozzine, ma uno che sappia spillare bene una birra, manco a pagarlo. Campano di rendita. Credono che la tradizione li salverà. In effetti per un ignorante in materia sembrerà di stare in paradiso. Per chi è del ramo invece, è un purgatorio, una penitenza continua, tra una birra e l’altra.

IMG_4174
Una Val Dieu e una Kriek Rispettivamente una Tripel e una Lambic

C’è qualche localino un pò più attento, ma per il resto “serie zeta”.

(ben diversa la questione invece nelle abbazie trappiste, dove tutto è fatto a dovere, dalla preparazione del bicchiere sino alla degustazione, bypassando ovviamente la preparazione della birra stessa).

Ho visto belgi che bevevano Westmalle direttamente dalla bottiglia, e Rochefort prive di schiuma, ho visto Orval spillate come fossero coca cola, e Chimay spillate così vicino all’erogatore da ricoprirlo interamente, con la ovvia conseguenza di una birra gasata come pepsi.

Ma torniamo ai mezzi di trasporto. Efficiente la metro, i bus… Bus? esistono bus?

Mmmmm…si, forse in settimana si, il problema è nel week end, che nelle zone meno centrali e non solo, sono quasi inesistenti. Le corse sono ridotte o soppresse. E in ogni caso seguono una logica abbastanza opinabile. Ah, benedetta London, con i suoi h24, e bus come il n29 e n24 che sono dio nel mondo dei trasporti. Ti portano ovunque! 24 ore su 24. Sette giorni su sette. E spesso sono anche Double deker!

Ma torniamo a noi. Basta con questa “Lllaaandòn”, stiamo parlando di Bruxelles! Ecco basta. Meglio non parlarne più.

Io la sconsiglio vivamente, se non per trascorrerci giusto un paio di giorni in giro per musei, punto. Possibilmente alloggiati vicino a Gare Centrale.

Rochefort, Interno Abbazia Notre-Dame de Saint-Rémy, Birrificio
Rochefort, Interno Abbazia Notre-Dame de Saint-Rémy, Birrificio

Dopo questo amaro calice, rinfreschiamo le nostre papille gustative con la zona della Vallonia.

In particolar modo le Ardenne, una regione ricca di Abbazie, grotte, e spettacoli naturali mozzafiato.

Con un pò di difficoltà sono riuscita a comunicare con gli abitanti di Chimay, Rochefort, Orval, ecc. e con un pò di fortuna sono riuscita anche a visitare alcune di queste abbazie, custodi di antichi metodi di birrificazione, di magie antiche e saperi perduti.

Era giusto per fare un pò di poesia.

Rochefort, Facciata dell'abbazia di Notre-Dame de Saint-Rémy
Rochefort, Facciata dell’abbazia di Notre-Dame de Saint-Rémy

Ma poetica a parte, Rochefort resta comunque un gioiellino, una cittadina tranquilla, pulita, ordinata, coloratissima, con aiuole e balconi ben curati. Con un mix di spagnolo-francese-inglese-italiano, sono anche riuscita a parlare con i monaci trappisti, che ho trovato deliziosi, genuini e atemporali. Meravigliosa anche Dinant, disposta lungo le rive del fiume Mosa, con la sua cittadella e l’imponente Notre-Dame, che con i suoi colori plumbei e la sua presenza, da un’aria molto gotico-fantasy alla cittadina. Per non parlare delle emozioni che danno le rovine di Orval, dove sembra di vedere ancora Matilde di Canossa cercare il suo anello nuziale smarrito.

Meravigliosa l’abbazia di Chimay, circondata da un parco curato e fiabesco.

E poi le grotte di Lorette e quelle di Neptune, un viaggio nel ventre della terra, tra eco e profumi perduti di roccia e umidità. Tra cristalli e metalli, e con un pò di fortuna tra varie specie di pipistrelli.

Chimay, 'Abbazia di Notre-Dame de Scourmont
Chimay, ‘Abbazia di Notre-Dame de Scourmont

Forse il divario tra questi scenari e la rumorosa, sporca e grigia Bruxelles mi ha destabilizzata, contribuendo ad abbassare la mia soglia di tolleranza.

Ultimo argomento: cibo.

Mai città mi sembrò più ostile di Bruxelles!

Per un onnivoro non credo ci siano grossi problemi (se rimane lontano dalle pizze, che in tutta onestà, sono fra le peggiori d’Europa), ma per vegetariani e ancor peggio per vegani, c’è da morire di fame.

Ti piace l’insalatina, bhe accontentati!

Non ho trovato caffè che servissero il cappuccino con il latte di soya, nei supermercati trovare cotolette, hamburger e vari, di origine vegetale era quasi impossibile. Se per caso trovavi un burger alla soya, lo pagavi un occhio. Mi sembrava di trovarmi dinnanzi all’Italia di dieci anni fa.

Se poi avete intolleranze varie (glutine, lattosio), portatevi il cibo da casa.

Ed è inevitabile che io faccia ancora una volta il paragone con Londra.  Nella capitale Britannica c’è una cultura e varietà alimentare senza precedenti. E’ eguagliabile probabilmente da Stoccolma, la capitale svedese, nazione che a dire il vero si difende benissimo da ogni punto di vista.

Anche in città minori è possibile trovare scelta, qualità e varietà di cibi a prezzi accessibilissimi e per ogni categoria.

Ma parlerò di altre città in altra sede.

L'esterno
L’esterno

Concludo questo articolo dicendo che questa è ovviamente la mia esperienza. Ogni città ha il suo fascino (volendo essere ottimisti) e ogni persona ha i suoi gusti e le sue attitudini.  Non ho assaggiato la pizza di tutte le pizzerie del Belgio ne di Bruxelles, quindi magari esiste un posto dove la pizza è eccezionale. Non sono stata in ogni Brasserie, dunque potrebbe esistere qualcuno che spilla divinamente la birra.

Cattedrale di Dinant
Cattedrale di Dinant

Per quanto mi riguarda tale capitale rimane la spiaggia di coloro che dopo aver girato tutta l’Europa, non avendo tempo a disposizione per recarsi oltreoceano, decidono di  visitare questo ultimo porto.

L’ho vista, l’ho vissuta, posso dire che la prossima volta, se dovessi tornare in Belgio, la eviterò. Preferisco di gran lunga i paesi che costeggiano i confini, o la zona di Namur, delle Ardenne in generale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...