L’altra faccia della perfezione: disordini alimentari

Quanto segue è una breve intervista fatta a una ragazza che chiameremo Chiara, che ha trovato il coraggio di parlare della sua “malattia”.

Chiara è ossessionata dalla perfezione fisica, e questo le ha procurato negli anni, non pochi problemi e disagi che ha deciso di condividere con noi.

Allora Chiara, come mai questa presa di posizione?

C: Non lo so, sinceramente. Forse vorrei che altre ragazze possano evitare di cadere nel mio stesso baratro, e magari altre donne, possano rendersi conto di quali sono le cose realmente importanti nella vita.

D: Quali sono?

0001017230AA-565x849C: il benessere inteso come salute. Essere sani, avere due mani e due piedi, tutti i cromosomi a posto, avere un viso che non sia stato sfregiato dall’acido o sfigurato da brutti incidenti. E io sono sana. Ho qualche piccolo malessere, come tutti. Ma sono sana. E mi sento un’offesa dinnanzi a persone che hanno problemi gravi. Ero su un bus, in una grande città, e mi lamentavo con un’amica di aver messo quattro chili. Le spiegavo che questa cosa mi faceva stare a disagio, che ero a dieta ma non volevo rinunciare a un gelato. Non avrei potuto indossare alcuni vestiti che avevo e potevo dire addio ai leggins.

D: quanto pesi ora?

C: 53 Kg. Pesavo 49. Sono alta 1,63 cm.

D: Una ragazza normale. Anzi, tendenzialmente magra. Hai tutte le forme al posto giusto mi pare.

C: si. Eppure ancora adesso, pensare a indossare un leggins con i fianchi che mi ritrovo, mi mette a disagio. So che non sono obesa, e che ho dei fianchi normalissimi, ma sta quì la mia malattia.

D: Non è che è paura di essere giudicati? Comunque finisci di raccontare l’evento dell’autobus.

C: Vero. Ecco mentre mi piangevo addosso per le mie cosce grasse e per la pancetta, sale sul bus una ragazza con un bambino imbraccio. Alla creatura mancavano entrambe le braccine. Mi guarda e mi sorride. Mi sorride Danylù, capisci?

Io mi lagnavo per un pò di pancetta, e sto bambino di tre anni circa, senza braccia, mi sorride. E non finisce lì.

Scendo dall’autobus, con quest’amica che continuava a ripetermi che sto bene, che ho delle belle forme e che le anoressiche sono passate di moda, vedo la pubblicità di un costume da bagno. La modella era perfetta. Magrissima. Piatta. Mi sale all’improvviso un’angoscia e un senso di vuoto allucinante. Lei potrà andare al mare. Io no.

Non posso perchè i miei fianchi sono larghi, il mio ventre non è piatto ma tondeggiante, le mi cosce robuste, e non sono alta e slanciata. Dovrei stare con i tacchi sempre. E le caviglie? Grosse anche quelle. Per non parlare delle braccia. Ecco lo so, vedo la tua faccia stranita, mi descrivo come una “grassona” ma è come mi vedo. E vorrei invece vedermi come quella modella e forse si, hai ragione, vorrei che anche gli altri mi vedessero in quel modo. Per una questione di disagio, o meglio di agio. Magra mi sento a mio agio. Quasi come se potessi permettermi di passare la fila al supermercato, o rispondere male a un automobilista, è come se essere magri da delle possibilità in più.

La gente ti ammira e non sa dirti di no.

D: Tu sei magra Chiara.

C: Non nella mia testa, non per quello che è il mio concetto di magra. E non so nemmeno  come ho fatto ad arrivare a pesare così tanto, nonostante la mia fissazione. A 16 anni pesavo 40 kg. Fino ai 20 pesavo 40-42.

Poi mi sono fermata sui 46-48 kg fino all’anno scorso in cui mi sono stabilita sui 49-50. Ora 53. Vedi? E’ un’escalation. Ingrasso.

D: Hai 30 anni giusto?

C: Esatto. Dici che ci sta, il metabolismo rallenta e bla bla bla…

D: Magari semplicemente sei maturata e hai smesso di privarti di troppe cose.

C: Questo è anche vero. Ho iniziato a mangiare i gelati, non uno per stagione, ma uno al giorno. Faccio pasti regolari. Però ho sempre vissuto tutto con ansia e terrore. Ho buttato le bilance. Non mi peso più in farmacia. Ho tagliato il metro in tanti pezzettini.  Voglio guarire ma è difficile. E ogni volta che cerco di uscire da questo circolo poi ci ricado nuovamente. Eppure la vita, dopo quel giorno dell’autobus mi ha messa di fronte a tante verità. Una ragazza della mia età alla quale manca un seno, che ha dovuto affrontare un’operazione, radioterapia. Una ragazza alla quale non importa delle sue cosce, dei cm del girovita. Deve preoccuparsi di usare una parrucca o una bandana quando esce. Non ha i capelli.

E gente malata di cuore, gente povera che non ha una casa…Insomma, persone con disagi reali.

modellereality04480735Io non voglio dire “fregatevene del vostro peso, abusate del cibo, ignorate i kg in esubero, diventate obese”, ma voglio solo dire rendetevi conto che siete normali. Io voglio capire che sto bene comunque. Anche se le mie gambe non sono due pali. Perchè è quello che vorrei. Costole visibili. Ossa del bacino sporgenti. Non la tipica figura da  anoressica, ma vorrei essere così, come in queste due foto.

D: Bhe mi aspettavo di peggio. Sono senza ombra di dubbio due belle ragazze. Però tu non sei quella che viene definita “curvy”. Sei una ragazza normale, stai bene, e non penso che tu possa essere giudicata per il tuo fisico. E comunque chi lo fa non merita rispetto, ne merita di far parte delle persone che possono contare nella tua vita. Non credi?

C: Lo credo. Ma sono io la prima a giudicare. Ogni giorno mi impegno a non farmi problemi. Mi impegno a fare pasti regolari. Cerco di non farmi troppi problemi e non farmi divorare dai sensi di colpa se mangio un gelato, magari con brioches.

D: Spero che riuscirai in questa impresa. Con questa intervista non stiamo spingendo le ragazze “obese” a cullarsi. 0010385539X-565x849Essere troppo magre o troppo grasse non fa bene alla salute, al di là del giudizio che possono dare gli altri.

Io non sono per la nuova moda Curvy, penso che ognuno debba essere cosciente dei propri limiti.

C: Ti dirò di più. E’ sconcertante e me ne vergogno. Ma il mio problema con il grasso era riportato anche nei rapporti con le altre persone. Mi spiego. Io non volevo amiche grasse. Fidanzati in carne. Me ne vergogno ma è la realtà dei fatti.

D: Apprezziamo il tuo coraggio. Hai altro da aggiungere?

C: Si. Fate attenzione ad alcuni segni. Questo genere di fissazioni si presentano lentamente e un poco per volta.

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