Qualcuno lo chiama il gene del tradimento(Part.1)

Mi avete scritto in tanti. Con varie problematiche e mi sono ripromessa di affrontarle tutte.

Oggi però ho scelto di parlare con Eva, o almeno così ha deciso di farsi chiamare questa ragazza che ha avuto il coraggio di affrontare un argomento scottante, comune a tante persone: il tradimento.tradimento

Eva ha 34 anni, ed è calabrese. Vuole mantenere l’anonimato per ovvie ragioni. La sua storia è scottante e forse è simile a quella di tanti altri. Lei crede che sia malata, io non sono nessuno per poter dire se il suo problema possa essere una patologia o meno, però posso raccontare con lei le sue vicende.

Partiamo con ordine: Eva, durante la nostra prima chiacchierata hai parlato di gene del tradimento, ci spieghi meglio il concetto?

E: Ciao Dany, innanzitutto grazie per la pazienza, e per la possibilità che mi hai dato. Non è facile parlare di determinate cose, non puoi farlo con gli “amici” che ti giudicano in ogni caso, non puoi farlo con il tuo uomo, a ragion veduta, non puoi farlo con i tuoi genitori, ne con il tuo amante.

Per quanto il tradimento sia oramai una pratica molto diffusa, non giustificabile per carità, viene comunque visto ancora come un peccato per cui essere lapidati. Ed ecco che entra in gioco il gene del tradimento. Avevo forse vent’anni quando mia madre, scoperto il mio ennesimo tradimento a scapito del mio allora “fidanzato ufficiale” mi disse: “tu il tradimento ce l’hai nel sangue!”

Quella frase mi aveva incuriosita, così dopo una serie di ricerche trovo che l’Università del Queensland e un altro istituto che non ricordo, avevano condotto degli studi, individuando in alcuni geni, l’istinto al tradimento.

Apriti cielo. In quello studio trovai tutte le giustificazioni che mi occorrevano. Sembra incredibile come mia madre, la donna più ligia al dovere che io abbia mai conosciuto, mi abbia in realtà dato i suggerimenti migliori per essere una “traditrice provetta”.

In un’altra occasione mi disse: “sei la madre delle menzogne. Bugiarda! Ma ricordati sempre che il vero bugiardo deve avere buona memoria!”

Ed ecco il secondo trucchetto: la memoria. Molto spesso tradire comporta omissione di verità o totale invenzione di situazioni. Bisogna essere come un regista, uno scenografo, uno scrittore. Una volta scritta la trama, creata la scenografia e girate le riprese, il film lo devi imparare a memoria, perché basta un piccolo particolare dimenticato o raccontato in maniera diversa, per far saltare la copertura. E ahimè l’ho provato sulla mia pelle.0003401353RR-849x565

D: ci puoi raccontare questo episodio?

E: Certo. Avevo 24 anni. Mi ero appena lasciata con il mio ex. Avevamo convissuto circa due anni e mezzo. All’epoca lavoravo in una piccola azienda, curavo i rapporti con l’estero e in generale facevo da segretaria. Uno dei soci mi presentò un amico che avrebbe curato i nostri spazi web, l’immagine coordinata dell’azienda, la pubblicità e i negozi on line. Io dovevo seguirlo, lui, e i ragazzi che lavoravano per lui. Quest’uomo era sposato e dirigeva una piccola azienda.

Aveva 14 anni più di me e un figlio. Un matrimonio disastrato alle spalle e quindi una certa predisposizione verso il sesso femminile.

Andrea era una persona molto insicura, non si reputava bello e non avrebbe mai creduto di poter attirare la mia attenzione. Però era geniale.

Diventammo amici, e iniziammo a sentirci ogni sera su skype. Lui si tratteneva in ufficio fino all’una di notte, fingendo sempre lavori da sbrigare. Iniziammo a fantasticare. Una sera gli dissi di venire a casa mia. Erano le 21. Gli dissi: portami al mare.

Lui non aveva mai tradito sua moglie e aveva già dei sensi di colpa, anche se in effetti a parte le chat, non era successo nulla. Quella sera comunque non venne a prendermi, e chattammo nuovamente fino all’una, fantasticando sulla nostra possibile scappatella al mare. Il giorno dopo dovetti portargli in azienda delle fatture e soli nel suo ufficio ci baciammo per la prima volta.

tradimento-fiducia-persa1La sera dopo passò a trovarmi e si trattenne a casa mia. Non facemmo mai l’amore io e Andrea. In un certo senso si era creato un alibi, pensava che non sarebbe stato un tradimento a tutti gli effetti se non avesse fatto l’amore con me.

E quì si arriva alla buona memoria dei bugiardi.

Si parlava in ufficio con i miei titolari e con lui. Dovevo cambiare casa e a un certo punto del discorso dico: visto com’è casa mia? un buco!

Il suo amico che era uno dei miei capi ci guarda con aria furba: Perché tu sei stato a casa sua?

Morale della favola: ero ancora troppo ingenua. Tradire significa mentire. A tutti e soprattutto a se stessi.

D: come è finita con Andrea?

E: Sembrava l’uomo più innamorato del mondo, ma c’era Francesco, il suo bambino, e non lo avrebbe lasciato mai da solo con la madre. Senza di lui suo figlio era perso. Ti amo Eva, ti amo più della mia stessa vita, ma ho un’altra vita di cui dovermi occupare. 

Insomma, tipico atteggiamento da sfigato. Un uomo finito, che non fa sesso con la moglie da più di un anno, ma che non avrà mai il coraggio di lasciare il comodo nido familiare. E come dargli torto? Io non gli avrei potuto offrire niente di quello che aveva. Non una casa in ordine, pranzi e cene pronti agli orari comandati, camicie stirate. No, non ero buona come moglie, ma ero perfetta come amante.

D: E questo ti stava bene?

E: No, da un lato. Dall’altro si. Mi ero innamorata di lui, ma quando ho iniziato a soffrire perché avevo bisogno del mio uomo, che mio non era, e non poteva esserci, allora mi sono staccata. Ho chiuso.

D: Mi hai parlato di svariati tradimenti, vuoi dirci la differenza tra il tradimento occasionale, come lo hai definito in una discussione e il tradimento premeditato?

E: Mi viene da ridere. Scusami. Sono una folle. Allora, il tradimento occasionale, avviene quando incontri un uomo, può essere uno sconosciuto, un conoscente o un amico. Scatta qualcosa, in un momento particolare e allora ci fai sesso, o anche solo un bacio, o effusioni di altra natura. Succede e poi non ricapita più, perché non vuoi, perché non puoi, perché non vedi più quella persona, insomma, per vari motivi.

Il Tradimento premeditato invece, avviene quando incontri una persona e scatta quel tipico feeling che se si è abituati, si riconosce subito.

Sai che quella persona potrebbe essere un potenziale amante. Ti piace parlare con lui e lo fai per ore. Noti delle sfumature del suo carattere che può notare solo una persona con occhio clinico e interesse ad approfondire l’amicizia.

Sai che sta per succedere. E lo sente anche l’altra persona. Ti dici: resisterò, è una bella amicizia. No, non voglio più tradire nessuno. No sono guarita, e mentre lo dici, cammini all’indietro, con le spalle verso il baratro e una volta sull’orlo, dopo attimi di equilibrio precario, precipiti.

D: Hai gli occhi lucidi. Stai pensando a qualcosa in particolare?

E: Si. Alla mia ultima storia. Di nuovo con un uomo sposato. E penso alla mia ultima convivenza andata a male, dopo cinque anni, ho mollato tutto per partire e inseguire un uomo con il quale mi vedevo già da diversi mesi. Un uomo libero. Sono stata con lui, abbiamo preso casa insieme e poi cambio lavoro e mi infatuo del mio capo.

Se non ti dispiace però vorrei continuare in un altro momento.

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Sad girl sitting alone

D: Certo, non è facile. Immagino non sia bello vivere una vita con il demone del tradimento sempre pronto a suggerirti nuove avventure, una vita fatta di amori che bruciano in fretta come la paglia. Dico queste cose in base a confessioni che hai fatto durante le nostre lunghe chiacchierate. Sto anticipando un po’ la prossima “puntata”.

Perché Eva ha confessato che uno dei suoi più grandi desideri sarebbe quello di poter amare una persona, una sola e per sempre. Ma teme e forse ha compreso che se la sua non è una malattia, e non si può curare, allora, non guarirà mai.

E: Dany, ci tengo a precisare solo una cosa: io non sono malata di sesso. Il contrario. Come si potrà evincere dalle mie storie, molto spesso con i miei amanti non ho nemmeno “consumato”.

D: Grazie mille, a breve sarà pubblicata la seconda parte di quest’intervista.

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