Del Narcisismo Perverso e di altri demoni

Quella di oggi è una storia molto triste e purtroppo più comune di quanto possiamo immaginare.

A parlare è Emma Sofia, che adora il suo nome. Ma purtroppo per il suo uomo, (che ora per fortuna è il suo ex), persino questo era “sbagliato”.

Questa ragazza ha vissuto una storia comune a tante altre donne, fatta di violenze psicologiche sottili e reiterate.

Ma ascoltiamo tutto direttamente dalla sua voce:

D: Allora Emma Sofia, ti lascio la parola:

ES: Grazie, premetto che non è facile per me parlare di questa storia, mi fa ancora molto male, soprattutto per l’immensa rabbia che mi ha lasciato dentro. Ho regalato sei anni della mia vita a un uomo che non meritava neppure un giorno. Spesso si parla di “violenza sulle donne”, e si pensa subito a nasi fratturati, occhi gonfi, lividi. Ma ci sono percosse che vengono fatte direttamente sull’anima, e mentre un’ematoma prima o poi si assorbe, ci sono cicatrici che non rimargineranno mai. Non voglio paragonare niente, attenzione! Ogni violenza è deplorevole e va scongiurata. Anche chi viene ripetutamente picchiato, purtroppo, subisce cicatrici nell’animo che non guariscono più. Eppure liberarsi di un uomo manesco e violento è più facile. Fosse anche per il solo fatto che prima o poi qualcuno se ne accorge e ti da la forza di reagire! Con i narcisisti perversi, (esiste proprio una patologia), è diverso.

Loro agiscono in silenzio, sottopelle, giorno per giorno, la loro violenza è subdola, finché un giorno ti svegli e non sai più chi sei, ti accorgi di essere sbagliata, e se sei fortunata ti rendi conto che in realtà è solo quello che LUI ha voluto farti credere.

D: Come è iniziata?

ES: Ci siamo incontrati per caso, durante uno dei miei viaggi. Eravamo a Madrid. Scopriamo entrambi di  essere italiani, così al nostro ritorno iniziamo a sentirci. Lui era bellissimo e dico era perché adesso per me non lo è più, e obbiettivamente è cambiato tanto, forse qualcuno ha bruciato il quadro e le brutture da lui commesse si sono riversate sulla sua persona…

D: ti riferisci alla storia di Dorian Grey? E’ quello il quadro di cui parli?

ES: Esatto. Chiameremo Dorian il nostro “eroe”, e come lui è narcisista, edonista, crudele e pieno di se. Aveva o non so se ha ancora, il peggio di pesto personaggio, gli manca solo la poesia che aveva Dorian.

D: Almeno era bello e affascinante come lui?

ES: Lo era. E questo mi affascinava. Bello, giovane, benestante, sicuro di se, insomma mi sono detta: quest’uomo deve essere mio. E lo fu. Di li a un mese stavamo già insieme e la sua apparente galanteria, nascondeva lati del suo carattere che non riuscivo a capire. Eppure ero felice, sembrava un uomo d’altri tempi, vestiva sempre elegante, mi apriva lo sportello dell’auto, le porte, spostava la sedia al ristorante, insomma, un attento conoscitore e osservatore del galateo.

Odiava il calcio, amava il cinema e faceva un’alimentazione corretta ed equilibrata. Era ordinato e tutta la sua vita era calata in questo alone di perfezione gelida. La sua villa era perfetta.

I mesi passavano e le sue pressioni su di me aumentavano. Odiava il mio disordine, non sopportava il mio modo di vestire, i miei capelli erano troppo corti e quindi dovevo crescerli, per sembrare più donna, per permettergli di afferrarli durante l’amore. Dovevo sempre essere impeccabile e l’estetista doveva diventare la mia ombra. E poi una delle cose peggiori: non potevo sorridere.

Vedi i miei denti? Sono un pò larghi, come quelli di Madonna hai presente? Ebbene, per lui erano insopportabili. Voleva che li aggiustassi a tutti i costi, interpellava dentisti, specialisti, e diceva che finché non avremmo risolto, dovevo evitare di “ridere sguaiatamente, con la bocca aperta”, perché “le signore per bene sorridono e non ridono”.

E mi redarguiva di continuo, ogni qual volta ridevo di gusto…

D: Un mostro!

ES: Si, travestito da angelo. Diventai una persona peggiore, non sapevo più ridere, essendo continuamente sottoposta a giudizio, giudicavo continuamente a mia volta chiunque incrociasse la mia strada.

Nessuna delle mie amiche o amici era perfetto per lui, non andavano bene e così rimasi sola, e allo stesso tempo diceva che ero davvero una brutta persona, incapace di avere amici.

Una volta mi lasciò perché a me era piaciuto molto un film che lui trovava offensivo per l’Arte.

Iniziò a cambiare tutto il mio guardaroba, mi fece buttare tutta la biancheria intima, da “ragazzina sfigata” sostituendola con underwear da donna di classe. Le mie scarpe non andavano bene, sembravano da “poveraccia”, e così mi ritrovai con tacchi a spillo, stivali da vamp e decoltè varie.  Il mio stile era stato cancellato definitivamente: “lo faccio per te amore, capisci? Ti sto rendendo una persona migliore, vedrai, la società ti ammirerà, come ammira me. Sarai stimata e temuta. Nessun uomo oserà farti la corte, poiché risulterai troppo irraggiungibile, e dopotutto chi corteggerebbe la donna di un uomo così bello?”

Ebbene si, non è un romanzo, è la verità, lui diceva queste cose. Poi pensò che dovevo rifarmi il naso e andare in palestra per mettere su un pò di massa muscolare ed eliminare le aggraziate rotondità che avevo, che per lui erano solo imperfezioni inammissibili. Pesavo 48 kg per 161 cm.

Lo so che raccontate queste cose possono sembrare assurde ma era così la mia vita E la cosa agghiacciante è che dal di dentro io non me ne rendevo conto. Lo amavo, o almeno credevo di amarlo, lui faceva tutto per me, voleva solo il mio bene.

Poi mi costrinse a lasciare il lavoro. Facevo la commessa. Era inammissibile. Che lavoro da proletaria. Non trovai altro purtroppo, e così andai a vivere con lui, lasciandomi convincere a lasciare la mia modesta e “orribile” casetta.

Ero diventata anche economicamente dipendente da lui. Lentamente stavo diventando la sua barbie. E tale mi rese. Mi portava alle feste per sfoggiare il suo gioiellino che il più delle volte presentava come “la mia segretaria”.

Ero motivo di vanto per lui anche perché talvolta doveva dimostrare il suo potere agli altri, facendo orribili battute sul mio conto, o facendo vedere quanto bene mi aveva addomesticata. Pensavo fosse un gioco. Non lo era.

Non mi fece mai un regalo pensato per me. I suoi regali a me erano regali a se stesso.

Mi faceva pesare ogni cosa, e se trovava qualcosa di positivo “eh, però cucina bene” diceva agli amici, c’era sempre un però davanti. Oppure un “almeno cucini bene”, e perché, per il resto non servo a nulla?

D: Perdonami Emma Sofia, fammi prendere aria. Mi sento asfissiata. Sei sopravvissuta sei anni a questo inferno?

ES: Si Danylù, sei lunghi terrificanti anni. I primi quattro fatti anestetizzata. Gli ultimi due martoriata. Finchè mi sono innamorata di un altro ragazzo. E lui non si è accorto di nulla. Troppo preso da se stesso. Troppo convinto di essere il migliore del mondo. Il fratello che amava la sua donna e le lasciava libertà di scegliere, era solo uno sfigato. Succube di sua moglie. Un giorno disse: “Pierfrancesco è un coglione, la moglie  ha la febbre e lui non esce con noi per una birra! Che uomo finito”.

E io dissi: “Ma Anita ha la febbre, è ammalata, magari ha bisogno di lui”, e Dorian per tutta risposta: “E mica lui è malato. E’ una strega, avrà fatto la vittima per costringerlo a rimanere a casa”.

Premetto che Pierfrancesco e Anita erano e sono una coppia meravigliosa.

Insomma mi innamorai di questo ragazzo che lui considerava meno di zero, non poteva essere un rivale, era solo il commesso della farmacia, e non era palestrato, non possedeva un’auto sportiva, sopratutto non vestiva elegante, ma usava normali vestiti casual. Soprattutto quel ragazzo non notava i miei difetti, era un imbecille, amava anche vedermi ridere.

Morale della favola, sono stata con Dorian per sei lunghi anni, mi ero illusa di diventare chissà cosa, mi ero lasciata raggirare, accecare, violentare. Temevo di farlo soffrire, lui che aveva avuto un passato nemmeno troppo facile. Sembrava una roccia e invece era solo un uomo di cartapesta.

D: Stai piangendo. Vuoi che ci fermiamo?

ES: si, voglio solo dire una cosa a tutte le ragazze e alle donne che mi stanno leggendo: ATTENTE. Osservate bene gli atteggiamenti dei vostri uomini. Documentatevi, ci sono molti articoli che riguardano questa orribile malattia: il NARCISISMO PERVERSO. E’ un inferno. Vi distrugge lentamente.

Mi ha fatto perdere la mia identità, ero rimasta un guscio vuoto, un’ameba, una tela imbrattata da mille scarabocchi fatti da quell’uomo orribile.

Ho bruciato tutto adesso. Mi sono lasciata consumare e ora devo ricominciare da capo, ma prima di tutto devo ritrovare un pò della forza e della sicurezza che avevo. Non sono più nessuno, io, adesso.

D: Ringrazio Emma Sofia, per questa sua testimonianza, conosco altre ragazze che hanno avuto esperienze simili, e non tutte purtroppo hanno saputo reagire come lei.

Per ora vi lascio, STAY TUNED

As Always

Vi lascio con questa canzone che ci ha suggerito Emma Sofia, canzone e testo molto “pregnanti”:

Blu Notte di Carmen Consoli:

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