Aida vuole ricominciare

Aida non vuole che si conosca la sua età ne il suo vero nome. Non vuole parlare in prima persona ne rispondere a domande dirette. Aida parla e io scrivo veloce. Devo registrare tutto, mentre lei racconta di se in terza persona.

Una ragazza sola Aida, innamorata di un uomo che non può avere. Senza amici ne famiglia. Completamente sola, con questo amore fantasma che la ossessiona. Lui per lei è tutto, lei per lui no.

Lui ha un’altra vita con cui fare i conti e per quanto dice di amarla, il tempo che trova per lei è sempre esiguo.

Allora lei una sera sta male, in tarda notte. Perde tanto sangue in seguito a un’emorragia premestruale. Sta male mentre si fuma una sigaretta nell’auto, ma lui è già andato via, e non può chiamarlo perché sarà già arrivato a casa.

Sono le 2:30 di notte. Lei è sola, non può chiamare nessuno. Non vuol chiamare il 118. Aida perde sangue nel parcheggio, aspetta che il flusso si plachi e dopo aver gettato il giubbotto sul sedile si dirige a casa. Non abita lontano da lì.

Arriva a casa e appena scende dall’auto continua a perdere sangue in maniera copiosa, ha paura, si tampona con il giubbotto, e inizia a sentirsi debole.

Arriva finalmente in casa e si dirige verso il bagno. Si infila nella vasca e inizia a spogliarsi. Continua a perdere sangue. Il suo cane è preoccupato, continua a leccare il pavimento. Aida ricorda di avere del Tranex. Lo prende.

Deve fermare questo sangue altrimenti morirà dissanguata.

E’ stremata e pensa a quanto vorrebbe stare tra le sue braccia. Pensa a lui, e inizia a piangere, a singhiozzare.

Mentre lei rischia di morire, lui sta dormendo a fianco alla sua donna.

E Aida rischia di morire da sola nella sua vasca da bagno.

Si sveglia il giorno dopo. Sangue rappreso. Il cagnolino addormentato a fianco alla vasca. Il cane si sveglia con lei.

Almeno non è morta. Ricomincia a piangere. Il vuoto e la solitudine con la luce del giorno e il sangue rappreso sono incommensurabili.

Sono quasi le 10, e squilla il cellulare. Aveva appena finito di farsi la doccia. Risponde ed è lui. Piange di nuovo appena sente la sua voce. Lui non capisce cosa sta succedendo. Vorrebbe andare da lei dice, ma ha un impegno purtroppo.

Aida perde di nuovo sangue.

Questa volta deve andare in ospedale.

Chiude il telefono, con un’asciugamani sale in macchina. E’ stremata, ma ce la fa.

Nel pronto soccorso sviene.

Si sveglia dopo qualche ora. C’è lui. Aveva chiamato ripetutamente sul suo cellulare e un infermiere poi aveva risposto.

Aveva detto di essere un amico.

In realtà era l’unico amico che Aida aveva.

Avrebbe voluto baci e carezze, abbracci, le mani tra i capelli, le labbra sulle palpebre. Aida avrebbe voluto che lui le dicesse: non sei più sola, ci sono io amore mio, io mi prenderò cura di te. Invece stringendole la mano le sorrise, le baciò la fronte e dopo la telefonata della sua donna andò via. Aida spense il telefono, tanto non poteva cercarla nessuno all’infuori di lui.

Lui tornò il giorno dopo con un vestito e della pizza. Resto con te per pranzo le disse, e lei iniziò a piangere. Adesso si rendeva conto di quanto si amplificasse la sua solitudine quando c’era lui.

Gli disse che se fosse tornato di nuovo si sarebbe uccisa.

Lui tornò nel pomeriggio e lei la sera cercò di togliersi la vita, ma non voleva morire sul serio, forse.

L’indomani lui la trovò in un altro reparto, e gli spiegarono che aveva cercato di avvelenarsi con delle medicine. Volle vederla ugualmente e pianse. Lei lo pregò, con la poca forza che aveva di andare via e dimenticarla, a meno che non avesse deciso di stare con lei, solo con lei.

Lui non poteva prendere quella decisione, così andò via singhiozzando come un bambino.

Aida cercò di dimenticarlo, e non riusciva più a dormire perché lo sognava sempre e aveva paura del sonno.

Piangeva ogni giorno, poi ogni giorno sempre di meno, fino a non piangere più.

Poi ebbe un incidente e dimenticò tutto, tutto quello successo negli ultimi 10 anni della sua vita. Non ricordava di essere sola, di essere laureata, di avere un lavoro e di aver avuto un amante.

E un giorno lei incontra un uomo in un supermercato, e sembra felice di vederla. Lei spiega a quel signore che non è maleducata, solo che a causa di un incidente non può più ricordare nulla. Aida è diversa, non ricorda chi  era stata.

Quel signore piange e l’abbraccia. Poi si incontrano di nuovo, e poi un giorno cenano insieme, e una mattina fanno l’amore a casa di lei.

Aida è felice, si sta innamorando di quest’uomo.

Poi la memoria torna, con violenza e la getta di nuovo nel baratro.

Tutto è ricominciato. E’ possibile che il destino la odi così tanto? Perché accanirsi così?

Mentre lei parla con me, guarda spesso la valigia. Sei in partenza le chiedo? Sono in partenza? Mi risponde.

E’ confusa. Ha mollato tutto. Parte. Va dall’altro lato del mondo. Vuole ricominciare.

Tra qualche mese la contatterò e ci faremo raccontare la sua nuova vita.

PS: Come mai ha scelto il nome Aida? Perchè lei ama questa

canzone, Aida di Rino Gaetano:

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...