Il Piccolo principe nel 2016 sui grandi schermi

Tutti i grandi sono stati bambini una volta.

(Ma pochi di essi se ne ricordano.)

Dopo la Bibbia, è il libro più tradotto nel mondo. Si, si, esatto. Più di 250 lingue e dialetti, Il Piccolo Principe ha conquistato decine di generazioni, facendosi capire dovunque.

Antoine de Saint-Exupéry ha dato voce a uno dei personaggi più amati di sempre.

Lui non ha un nome, solo Piccolo Principe, che io tradurrei come purezza regale, un esserino piccolo, giovane, innocente, sincero e puro, di nobile lignaggio, è un principe, è maestoso.

Da bambina mi piaceva credere che lui fosse reale, che davvero nell’universo potesse esistere il piccolo principe, che Antoine lo avesse davvero conosciuto e che era giunto sulla terra per darci grandi insegnamenti.

«Che cosa

vuol dire “addomesticare”?»

«È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei

legami”…»

«Creare dei legami?»

Forse mi piace pensarlo ancora. Credo proprio che questo piccolo principe mi abbia “addomesticata”, perchè da quando so che lui vive lassù, tra le stelle, io non smetto mai di guardarle. Non c’è notte in cui il mio naso non sia puntato in alto, e sorridendo cerco la stella del mio eroe. Speravo da bambina, che lui venisse a prendermi come aveva fatto Peter Pan con Wendy. Sognavo di viaggiare con questo bambino biondo, nell’Universo, pronta a imparare importanti lezioni di vita, così sarei stata una persona migliore.

Si nota tanto che amo questa favola?images (2)

Ebbene ladies and gentlemen, venerdì 1 gennaio 2016 arriverà nelle sale italiane il film realizzato in animazione CGI e stop motion che vede come protagonista proprio lui.

Il cartoon vede la regia di Mark Osborne, (regista di Kung Fu Panda), e pare che siano stato usato un budget di 80 milioni di dollari e che abbia avuto al suo seguito una squadra di 250 artisti provenienti da Disney, Pixar e Dreamworks. Quindi WOW, si prevede un gran successo.

A maggio di quest’anno il film è stato proiettato durante il festival di Cannes, come fuori concorso e la Lucky Red (casa di distribuzione) ha rilasciato in quell’occasione anche un trailer sottotitolato in italiano.

Per la versione inglese, è stato scelto un cast d’eccezione, faccio qualche nome a caso: Benicio del Toro, Riley Osborne, Vincent Cassel, ma anche la versione italiana si difende bene con interpreti come: Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefano Accorsi e tanti altri.

Ma quanto sarà fedele all’originale?

Casualmente, un pomeriggio di questa estate, ero a casa di amici e la bambina stava proprio guardando un cartone animato dedicato al piccolo principe, solo che il mio eroe bambino viaggiava nell’universo con un’astronave e la volpe.

Cooooosa?

Trovo molto romantico il fatto che lui porti la sua fedele compagna con se, almeno povero amorino non è più solo, ma suvvia. Viaggiano in una navicella.

Dunque quella versione animata a puntate non mi aveva esaltata, tutt’altro.

Pare invece che questa versione sià più accurata, anche se come è palese sin da subito nel trailer, il nostro protagonista (altri non è che l’autore stesso, dunque Antoine), racconta la storia del Piccolo Principe a una bambina e prevedo dunque che ci saranno altri character che nella storia originale non erano presenti. Poco male, l’importante sarà non intaccare l’intera vicenda che vede lui, il Principe come protagonista dei viaggi nell’universo e poi sulla terra.

La trama del film è la seguente:

Un vecchio ed eccentrico aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina. Affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a ritrovare la sua infanzia.

Potrebbe avere dunque, altri risvolti interessanti e arricchire la storia (che di per se è già perfetta) di altri particolari degni di nota.

Questo racconto (o long seller, come vogliamo chiamarlo) è un testo chiave di formazione, quando io facevo le elementari ricordo perfettamente che la parte della volpe era una “lettura” da fare a casa e da analizzare. Spero che tutt’ora venga fatto studiare ai bambini, e che il sistema scolastico già di per se mediocre, non sia caduto ancora più in basso.

Non voglio perdermi però in speculazioni e polemiche, voglio continuare con la magia che questo libro e tutto ciò che gli ruota intorno, riesce a infondere.

Antoine de Saint-Exupéry qualche mese dopo il successo di questo racconto sparì nel Mar Mediterraneo. Pare sia morto con il suo aereo, lui amava volare, e amava studiare gli uomini.

A me piace pensare che abbia lasciato la terra per girovagare anche lui nell’universo e ricongiungersi al suo piccolo amico.

… se un giorno farete un viaggio

in Africa, nel deserto[…] vi

supplico, non vi affrettate, fermatevi un momento

sotto le stelle! E se allora un bambino vi viene

incontro, se ride, se ha i capelli d’oro, se non risponde

quando lo si interroga, voi indovinerete certo chi è.

Ebbene, siate gentili! Non lasciatemi così triste:

scrivetemi subito che è ritornato…”

Forse qualcuno scrisse realmente all’autore, o forse non ha saputo aspettare ed è andato egli stesso a cercarlo.

Ebbene si, anche io a volte sono romantica.

Ma passiamo a una breve analisi del testo, (oddio come suona scolastica questa cosa).

Il Piccolo Principe si camuffa da racconto per bambini, ma in realtà nasconde assunti filosofici e offre piani di lettura diversi, a seconda dell’età e della maturità e cultura del lettore.

Già sin dall’inizio l’autore pone le basi per la chiave di lettura del racconto: il disegno del boa.boa

 

Ogni cosa può nasconderne un’altra e non è detto che tutti riescano a vedere la medesima cosa. Qualcuno vede un cappello, qualcuno vede ciò che realmente l’immagine rappresenta: un boa che ha ingoiato un elefante, e questo messaggio l’autore lo sottolinea con la celebre frase:

«L’essenziale è invisibile agli occhi»

Dunque ci sta dicendo che i messaggi veri di questa storia vanno ricercati non con la mente, bensì con lo spirito o con il cuore che è ciò che rende davvero uniche le cose.download

Come la rosa del Piccolo Principe, unica pur essendo uguale a tutte le altre rose. Quel fiore era stato “addomesticato” e su di esso il nostro eroe ha riversato il suo affetto. Come la volpe, che nonostante il dolore che proverà dal distacco con il nostro bimbo biondo dirà:

«Ma piangerai!» disse il piccolo principe.

«È certo», disse la volpe.

«Ma allora che ci guadagni?»

«Ci guadagno», disse la volpe, «il colore del grano».

Poi soggiunse:

«Va’ a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo.»

Ci guadagno il colore del grano!

Dunque la volpe crea un’analogia tra i capelli biondi del principe e il grano. Quando egli non ci sarà più, la volpe vedrà i campi di grano con occhi diversi.

«Tu, tu avrai delle stelle come

nessuno ha…»

«Che cosa vuoi dire?»

«Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in

una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te

come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle

che sanno ridere!»

E rise ancora.

«Sarà come se t’avessi dato, invece delle stelle, mucchi di

sonagli che sanno ridere...»

images (1)Così come le stelle per l’aviatore, avranno un significato diverso.

Imparare ad apprezzare le cose semplici e immense che abbiamo sotto agli occhi.


Ora, non voglio fare un trattato filosofico, ma vorrei spingervi a rileggere questa favola prima di andare a vedere il film. E se già l’avete letta, rileggetela, io lo faccio all’incirca una volta all’anno e mi stupisco di come ogni volta io scopra sempre cose nuove.

Di seguito il trailer:

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