Del fenomeno Cosplay e di altri demoni…

Quello che i cosplayer non dicono…

Ebbene si, finalmente mi sono decisa a scrivere questo articolo. Avviso il lettore che di certo sarà un post “impopolare”, per cui se si è molto rigidi, consiglio vivamente la non lettura di quanto segue.

Iniziamo con il chiarire alcune cose.

  • Spesso si parla di cosplay senza averne mai fatto uno;
  • Altrettanto spesso se ne parla senza aver mai partecipato ad alcuna fiera;

Non è il mio caso.

Non sono una cosplayer “professionista”, direi piuttosto amatoriale, visto che la maggior parte degli indumenti che ho usato per i mie cosplay sono abiti che indosso tutti i giorni, quindi posso affermare (come mi fanno notare alcuni amici) di essere in cosplay perenne.

Soprattutto io amo gli ORIGINAL

Non amo partecipare alle gare e fare spettacolini in playback, balletti e simili, (anche perchè per quanto mi riguarda, il palyback andrebbe bandito!!!, fai Elsa, e cantala sta Let it go!, Vuoi essere Rapunzel? Abbi il coraggio di cantare When will my life begin), anche perché sono dell’avviso che se fai una gara allora devi impegnarti al 100%, e questo implica anche il saper cantare e/o ballare o meno. Non solo cucire un vestito e costruire un’armatura.

Ed eccoci quindi al primo punto fondamentale:

  • Se fai un cosplay per gareggiare devi rispettare ogni singola caratteristica dello stesso, di conseguenza se fai Sailor Moon, devi essere una taglia Extra small o Small, non puoi andare oltre. Se fai Jack Sparrow, non puoi essere al di sotto di 1,80 m, non puoi fare Daenerys Targaryen se sei scura come Missandey, non sognare di interpretare Hulk e hai i pettorali di Capitan America prima di venire potenziato. Non fare Thor se non superi il metro e 90 d’altezza, ti prego, e se vuoi fare Loki, assicurati di non avere pancetta. E se interpretate personaggi “svestiti”, donne, mi rivolgo soprattutto a voi, se avete rotolini di pancia o cellulite, non fatelo. Cambiate cosplay, non potete partecipare a una gara se non avete le seguenti caratteristiche:

    1. Stessa fisicità del personaggio interpretato.

    2. Stessi colori, o quanto meno fate di tutto per schiarire o scurire la pelle, usate lentine, parrucche ecc. ecc.

    3. Stessa capacità di cantare o danzare, senza playback, che è davvero triste.

    4. Carattere. In quel momento siete quel personaggio, dovete essere lui in tutto e per tutto!

Per i cosplayer amatoriali, niente o quasi, di tutto ciò è valido. Si interpreta un pg per divertimento, di conseguenza eventuali discrepanze possono essere accettate.

La cosa che trovo più divertente è l’improvvisazione.

Un’amica un giorno mi chiama per fare uno shooting (Maria Crobu), e mi chiede chi avrei voluto interpretare. Era una giornata di sole, di fine primavera inizio estate, mi ero svegliata particolarmente allegra e allora ho pensato: Oggi voglio essere Pippi Långstrump , meglio conosciuta come Pippi Calzelunghe. (Pippilotta Viktualia Rullgardina Krusmynta Efraimsdotter Långstrump)

C’era un piccolo problema: l’età. Semplice, sono Pippi da grande.

E’ stata in assoluta il mio cosplay preferito, e mi sono divertita come non mai nei panni delle mie eroine.

Quando ho interpretato Emma Frost, un’amica(Concetta Lombardo- Iris Moon), la sera precedente a una fiera mi chiede: perchè non partecipi anche tu?

Lei portava Bellatrix LeStrange e pur volendo portare Daenerys nella versione Mother of Dragons (della terza stagione) non avevo ancora il mantello pronto, per cui dovevo inventare qualcosa.

 

Erano le sette di sera e l’indomani saremmo partite per le 9 del mattino.

Chi potevo interpretare?

Ci fiondiamo nel mio armadio e troviamo un leggins bianco. Appesa alla finestra della camera in cui dormiva Iris c’era una tenda dello stesso colore.

Idea!

Emma Frost!

 

Mi sono messa a lavoro e ho creato un cosplay espresso di una dei miei X-Men preferiti.

Il tappo di un barattolo di marmellata è diventata la spilla, la tenda con l’ausilio della manica di un giubbotto di finta pelliccia: il mantello, stivali neri ricoperti di stoffa bianca (sempre la famosa tenda).  Avevo dei guanti bianchi e una cintura argentata, brillantini da appiccicare in faccia per simulare la pelle di diamante et voilà, la mia Emma era pronta (a dire il vero è stata pronta intorno alle 12:30 di notte).

E’ stato divertente interpretare e costruire il cosplay e alla fine il risultato è stato abbastanza accettabile.

Questo è cosplay. Divertirsi, come in una grande festa di carnevale.

Purtroppo spesso diventa sintomo di turbe psichiche non indifferenti.

Cosplayer arrabbiati, manco fossero Hulk, invidiosi, quasi perfetti per interpretare la verde strega dell’Ovest, spocchiosi e con il complesso da divi di hollywood, che manco Brad Pitt se la tira così tanto.

Cosa che trovo ancora più ridicola è la loro saccenza. Mi spiace dirlo, ma molto spesso queste persone non sono nessuno nella vita e allora cercano di sentirsi qualcuno indossando abiti che non gli appartengono.

A ogni gara succede sempre un putiferio: nessuno è mai contento. Le raccomandazioni sono dietro l’angolo (che poi spesso non è vero in alcun modo!), piovono frasi come: “dovevo vincere io perchè…”, “Dovevamo vincere noi al posto di”, “Giuria infame, non hanno capito nulla”…

Ma insomma, non provate un po’ di vergogna?

Siate sportivi e umili. Siate onesti con voi stessi.

Aggiungo anche un’altra cosa: se volete essere eroi, la vita vi da quest’opportunità ogni giorno, smettetela di travestirvi per esserlo.

Alle ragazze che spesso interpretano donnine seminude solo per essere guardate: solo perchè nella vita non vi si fila nessuno, vi informo che ci sono tanti modi per essere interessanti, e spogliarsi è uno egli ultimi. Esiste una cosa chiamata cervello, che se ben usato genere fascino e carisma.

Questa non vuole essere un’accusa, non tutti sono dei poveri disadattati, alcuni lo fanno solo per divertimento e non per dimostrare di essere qualcuno.

Purtroppo però ad un’attenta analisi, le varie fiere cosplay pullulano di psicopatici-disadattati-emo- prividipersonalità.

Io proporrei uno stand di psicologi a ogni fiera.

Consulenze gratuite.

Sono seria ragazzi eh!

Spesso ci si rifugia in questo mondo perchè ci si sente diversi, e allora non ti fai problemi a portare una maschera che forse ti rappresenta di più di quella che indossi tutti i giorni e che ha la tua faccia.

Altre volte è ciò che vorresti essere e non hai il coraggio, o pensi di non averne l’opportunità: ma non è mai colpa degli altri.

In ogni caso non sono ne psicologa ne psichiatra, quindi, meglio cambiare discorso.

Andiamo all’ultimo punto: il servilismo o per meglio dire la follia da social: concorsi fotografici!

Aiuto.

Gente che posta foto orribili di personaggi somiglianti o meno, che spamma sulle bacheche degli amici elemosinando un voto che gli possa permettere di vincere quella gara e ottenere il mongolino d’oro.

Amici che pur trovando disgustosi, ridicoli, o fatti male i cosplay dei loro contatti e le fotografie amatoriali, condividono ugualmente tali foto solo perchè “me lo hanno chiesto”, o forse per sperare un giorno di aver ricambiato il favore.

Molto calabrese come procedimento.

Mi ricorda molto la politica italiana: votami che poi ti do il posto di lavoro, fammi votare che ti sistemo la famiglia.

Sono DISGUSTATA!

Puoi anche essere il mio BEST FRIND FOREVER, ma se il tuo cosplay è penoso, non lo condivido sulla mia bacheca ne tantomeno ti lascio un like.

Vedete cosa è diventato il cosplay?

Favoritismi, liti, flame che si accendono solo perchè le persone che si mettono in discussione, non sono in grado di accettare le critiche.

Se sali su un palco, o se partecipi a un concorso ti sei messo in automatico in ballo, sei un personaggio pubblico (e dai che era questo che volevi, essere famoso!!!), e di conseguenza sei soggetto e oggetto di critiche, buone e non.

Adesso, a quelli di voi che si sono sentiti offesi da questo post, dico: fatevi una camomilla e pensate al perché vi siete sentiti toccati da queste parole.

A coloro che si sono fatti due risate dico: continuate a ridere, che la vita è un eterno carnevale, dove puoi essere chi vuoi senza dover affermare ne dimostrare nulla agli altri.

C’è solo un giudice nella nostra vita, le cui critiche sono le uniche che devono realmente toccarci ed è…

no, non sto per dire che è Dio, ma IO. Io inteso come noi stessi.

Sii quello che vuoi, e preoccupati solo della tua opinione.

Sii però meno annoiato e insoddisfatto della tua vita, così eviterai di vivere quella degli altri e non avere paura di esprimere la tua opinione, mai a meno che non è richiesta, e come fai a sapere quando lo è?

Semplice, faccio un esempio:

ci sono delle elezioni, votazioni, allora in quel caso la tua opinione è FONDAMENTALE, una persona cammina per la strada, in quel caso la tua opinione fai in modo che rimanga tua e basta.

Detto ciò, peace and love.

Mi scuso per eventuali crisi esistenziali e/o gastriti.

PS: ricordo che sto pubblicando questo articolo sulla mia pagina, non siete tenuti a leggerlo, visto che sono MIE considerazioni personali su un fenomeno che sta dilagando, in questa Italietta annoiata e soffocata dai problemi.

bye bye

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