Lyrics and Poem

Here some of my Lyrics and Poem:

One of my Lyrics.
The original title is: Allodola o Civetta.

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LARK o OWL
you sang to the moon sweet lark
but you longed for the sun
not your wings were moving ever
frost in the north wind
Dawn made you blind
You did not understand what it was and you ran away
in a cold and dark lair
you are confused with insects
you not singing ever at the sun
but you cried at the moon
you do not even know there was the day
you were moving delicate steps against nature
you stumble in unknown worlds and know you thought!
exile from you what you are
You’re the one that falls outside of what you do
when ever will understand?
then, one day the sun has surprised you
unexpected courage
the force limitless
the fear of dying
BORN AGAIN
on a cross
among thorns
you have sung last breath
that was the first
of a Lark smiled at the morning!

Il Dilemma Del Pittore

Il dilemma del pittore…
Ma il pittore chi è?
E’ colui che guarda oltre la sua mano, colui che vede oltre il suo sguardo, colui che sente oltre il suo udito…
Ma il pittore esiste?
Il pittore non esiste!
L’Arte non esiste più in presenza corporea
Sentenza infinita sublimata da se.
Punto fermo del mobile infinito
Teatro e dramma di rappresentazioni
Scollegate dai loro ideatori…
Il pittore cerca l’Arte e non la trova
L’Arte cerca il pittore e non si fa trovare.
“Stigmatizza le mie membra…
Mi spinge in vortici di infinite tristezze,
mi avvolge con ampia voluttà
e mi soffoca con mielati e letali  baci…
Mi concede una vita eterna di eterna sofferenza
E sublimi paranoie!
Ma l’appagante felicità che essa ti da
Nel momento in cui ti penetra
È l’unica cosa per cui
Valga la pena di vivere……
Soffrendo, soffrendo, soffrendo!

E’ ciò che ti fa desiderare

Un ‘altra vita e un’altra ancora……

 

(Ho scritto questa canzone dopo aver letto “Il lupo della Steppa” di H.Hesse e per questo “Teatro Magico”)

Teatro Magico

Passeggio nella notte dei tempi
sotto cieli stellati
alzo gli occhi verso la volta celeste, nuda canto alla luna accompagnata dal vento.

Mi sveglio nella fredda stanza dei ricordi

La nebbia è solo il fumo di una sigaretta

Il resto scarno di un povero pasto

Sono nuda ma sul mio letto

Alzo gli occhi al cielo ma c’è solo il soffitto

Distendo gli arti ed osservo il mio corpo
Sento freddo ma non disagio

Una flebile luce filtra dalle imposte
Il buio mi avvolge rassicurante
Come il ventre di una madre che
è pronta a partorire

Gracchiata da un grammofono logoro dal tempo

Filtra una sublime melodia che non perde la divina armonia
Gracchiata da un grammofono logoro dal tempo

filtra una divina armonia che mi riavvicina alla Follia

Seguo la luce e rabbrividisco al contatto
Con il gelido suolo di quest’angusta stanza

La finestra semichiusa mi invita alla notte

Spio cerimoniosa la rossa luce di un lampione

Che si riflette

Sul mio bianco corpo

Fa male agli occhi lacrime solcano il viso

Ma forse è solo l’emozione di un amore insensato,
Verso un oggetto sconosciuto
Verso un insolito vuoto colmo di tutto

Riaccendo la Sigaretta e il fumo

Fa male agli occhi lacrime solcano il viso

Ma forse è solo l’emozione di un amore insensato, verso un oggetto sconosciuto
Verso un insolito vuoto colmo di tutto!

 Teatro magico, solo per pazzi.

(questo testo era nato come poesia e in seguito è stato trasformato come testo per una canzone. L’ultima frase è ispirata al “lupo della steppa” di Herman Hesse.

ELIMINA I CONTORNI (metafisica)
Un semplice sbatter di ciglia per riportarla altrove da dov’era, per riportarla nel luogo dal quale scriveva
Danzando sulle curve sinuose di quel suono
e precipitata con tanta grazia in quei luoghi profondi ma senza spazio alcuno
trasportata e rapita da quel suono che nasconde colui che lo produce
o è lui che produce il mezzo
per rivelarsi e farsi sentire e scontrarsi con un essenza simile alla sua
diversa!
Che potrebbe completare ciò ciò che produce e viene prodotto!
Da ogni fronte
è un cerchio che
cerca di chiudersi e le sue parti che
cercano di formarlo
la bellezza del completamento nel quale si è già.
Danzare liberi da ogni impedimento
che non esiste
Danzare con un’unica forma nello spazio
Danzare in esso, con esso e per esso.
Non essere nulla di diverso dal suono che induce a ballare
Non essere nulla di diverso dalla danza che induce a suonare…
Buon viaggio.

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