Elysium

Titolo originale Elysium
Genere azione, fantascienza, drammatico, thriller
Regia Neill Blomkamp
Soggetto Neill Blomkamp
Sceneggiatura Neill Blomkamp
Musiche Ryan Amon

Detesto andare al cinema il sabato sera, ma onestamente, per Elysium potevo fare un’eccezione.

Film attesissimo per una fanatica di fantascienza come la sottoscritta,  e che non ha deluso nessuna delle mie aspettative.

Neill Blomkamp, regista anche di District9, che ha curato anche la sceneggiatura e il soggetto, non si smentisce.

In una distopica Los Angeles del 2154 Max Da Costa (Matt Damon) si trova a lottare contro la morte, cercando di batterla sul tempo. Esoscheletri, navicelle, stazioni orbitali lussuosissime, droidi e chip, sono quegli elementi che danno al film quel tipico carattere cyberpunk, che unito agli scenari polverosi, a città sovraccariche di gente e costruzioni, completano il carattere futuristico-distopico della pellicola.

Mi ha colpito molto in questo film, la crudezza con cui alcuni temi vengono trattati, i due mondi ben definiti: quello dei ricchi e potenti e quello dei poveri reietti. Tutto creato ad Arte: dai differenti brani che hanno fatto da colonna sonora ai due mondi, dai colori scelti per abiti e ambienti, persino dai linguaggi usati.

Altro fattore importante è la componente emozionale.

E’ difficile fare un’opera di fantascienza e fonderla perfettamente con un romanticismo genuino, trattato in maniera “popolare”, tanto da risultare del tutto reale e plausibile.

A questo proposito, ci sono due avvenimenti importanti nella vita di Max, particolari che sembrano essere un contorno nel film, ma che si riveleranno alla fine, nocciolo dell’intera vicenda personale del protagonista.

Il primo avviene quando lui, ancora bambino, nell’orfanotrofio sogna di vivere su Elysium, e per questo commette dei piccoli furti. Parlando in un poetico spagnolo, la suora che si occupa del piccolo Max, gli regala un ciondolo dove si vede la terra dalla prospettiva di Elysium. La donna inoltre lo porta a riflettere sulla bellezza del pianeta sul quale vivono e sul “destino” che ognuno di noi potrebbe arrivare a compiere, se consapevole di se stesso.

Il secondo evento vede protagonista ancora una persona giovanissima:  la bambina di Frey, Mathilda, che racconta una storia a Max (uomo apparentemente tutto di un pezzo, cinico, indurito dalla vita e dalla morte imminente). La storia narra dell’amicizia tra un ippopotamo e un suricato, che a causa delle sue piccole dimensioni non riesce a nutrirsi a dovere. L’ippopotamo così, senza voler nulla in cambio, se non amicizia sincera, aiuta il piccolo suricato a nutrirsi, portandolo sulle sue spalle.

Max all’inizio, non comprende la storia, soprattutto non capisce come mai l’ippopotamo aiuta il suricato senza chiedere niente in cambio. Ma alla fine della sua epopea, prima di compiere l’ultimo grande gesto che porterà la salvezza per l’intera umanità, comprende le motivazioni dell’ippopotano e le parole della suora. I suoi occhi si chiudono su una splendida visione della terra vista dalla spazio.

Insomma poesia alternata a momenti pregni di tensione, lotte all’ultimo sangue e metafore che coinvolgono da vicino la terra dei giorni nostri.

Gli antagonisti in questo film sono due:, una splendida Jody Foster nel panni del ministro della difesa Delacourt e l’agente Kruger, rispettivamente la mente e il braccio del “male”. La Foster, nel suo ruolo da despota arrivista, sopravvaluta un pò troppo i suoi poteri e così, il pazzoide Kruger prende il controllo della situazione, senza uno scopo preciso, solo per il gusto di uccidere, facendo così, precipitare gli eventi.

Ho apprezzato molto le “scazzottate” al suon di metallo tra Kruger e il protagonista, dove Max è sempre un passo indietro al furioso agente, creando quello stato di tensione che tiene lo spettatore rigido sulle poltrone rosse della sala.

Ma passiamo a uno dei punti cruciali dell’intero film.

Su Elysium si guariscono tutte le malattie, sulla terra si muore. La stazione orbitale possiede delle capsule in grado di guarire ogni male (compresa la ricostruzione della faccia spappolata di Kruger).

Questo è uno dei motivi che spinge i terrestri a voler andare su Elysium, a costo della vita.

La metafora è lampante, se si pensa che ogni giorno, sulla nostra terra, migliaia se non milioni di bambini e adulti muoiono per una febbre, per infezioni, infestazioni di parassiti, una ferita non curata, a fronte di paesi dove non si muore più nemmeno per mali di una certa gravità quali degenerazioni cellulari, cancro ecc.

Che il sistema sanitario terrestre sia lontano dall’avanzata tecnologia di Elysium, e fuori da ogni dubbio, ma il messaggio sembra chiaro.

Ovviamente ci sarebbero molti altri punti su cui discutere, personaggi da analizzare, come Spyder, l’hacker a capo dell’organizzazione segreta che invia terrestri su Elysium, e che infine decodifica il materiale che Max porta in testa, dando la libertà e cittadinanza di Elysium a ogni terrestre.

Julio, migliore amico di max e Frey stessa, ma rischierei di fare un trattato troppo lungo che distoglierebbe dal mio messaggio personale in merito alla pellicola: GUARDATELO!

In generale il film (anche se nella parte finale gli eventi si risolvono in maniera un pò troppo veloce e forse semplicistica) risulta comunque essere un capolavoro.

Gli amanti di Asimov non possono non riscontrare alcune citazioni e in generale, chi ama la fantascienza, resterà piacevolmente sorpreso e soddisfatto.

Il mio giudizio non può che essere totalmente positivo, dando cinque stelle a questo splendido lavoro.

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