Recensione MONDO9 di Dario Tonani

TRAMA:  Mondo9 è un pianeta desertico, infetto, letale, una sconfinata distesa di sabbie velenose punteggiata di agglomerati urbani fatti di ingranaggi, ruote dentate e pulegge. Nel corso dell’evoluzione i suoi abitanti si sono applicati a una sola scienza, la meccanica, hanno sviluppato una sola disciplina, la carpenteria, rendendolo il regno delle macchine, del metallo, della ruggine. Il pieno dominio sull’elettricità è ancora solo una chimera, eppure Mondo9 vive su una fiorente attività di commerci. A solcare i deserti tra una città e l’altra (ma anche i ghiacci dei poli) sono titanici veicoli a ruote, grandi quanto bastimenti e governati da decine di uomini. Ma la  Robredo, Cardanica, Afritania sono solo navi?

Parlando con l’autore ho definito così  MONDO9: “è l’incubo ricorrente di un’apocalisse che si avvera ma non spazza via nulla! Non porta morte, ma solo vita strappata ogni giorno alla sabbia e al metallo. Attaccata con i denti. Ammesso che tu ne abbia ancora uno! “

Non pochi incubi ho avuto durante e dopo la lettura di questo ciclo di racconti, poichè Mondo9 è l’insieme di 4 storie: Cardanica, Robredo, Chatarra e Afritania.

Attraverso un sapiente intreccio di eventi dislocati nel tempo, il lettore viene guidato attraverso un viaggio carico di insidie e morte.  Mondo9 è reale, logico, credibile, vivibile. Paradossalmente questo mondo potrebbe essere abitato, potrebbe essere il futuro della nostra terra, o anche solo un pianeta molto distante dal nostro, sul quale una razza simile a noi combatte e muore ogni giorno.

Su Mondo9 si muore di niente, si muore facile.  Questa è l’impressione che si ha addentrandosi man mano nelle pagine e tra le dune velenose.

L’ingegneria meccanica descritta ha una sua totale funzionalità, un’ ingegneria di stampo steampunk a volte, cyberpunk altre, con influenze velate di dieselpunk. Mondo9 quindi è da considerarsi un racconto “fantascientifico”. Vi sono molte atmosfere che abbracciano vari filoni,  e in generale scientifiction più comunemente definita Sci-fi.

L’autore in ogni caso, resta sempre distaccato e totalmente al di fuori delle vicende che, avvengono in questa realtà, creata con somma sapienza.  Solo in un’occasione durante la lettura, mi è parso di sentir vibrare qualcosa, il cronista-autore per una attimo infonde forse, i propri sentimenti, il proprio vissuto, un pezzo di esperienza personale all’interno di uno dei quattro racconti: Robredo.

Parlo della vicenda di Youssouf e suo padre. Ad un lettore attento non può sfuggire una nota diversa nella narrazione.  Non è questione di stile, quello rimane sempre perfetto, cinico, terrificante. Piuttosto un tipo diverso di emozione che viene trasmessa.

Gli abitanti di Mondo9 sono disillusi, distaccati. Non sono afflitti dai problemi a cui comunemente siamo abituati. Loro vivono per sopravvivere. Uomini come macchine, i cui sentimenti sono rivolti soprattutto al “quì e ora”.  Anche su Chatarra si consuma un dramma che coinvolge l’amore fra due protagonisti. Ma l’impressione che ho avuto è legata soprattutto al timore di morire da soli e alla speranza di essere salvati, non all’amore reciproco.  Anomalo è invece il rapporto fra Garrasco e Vania. In generale i protagonisti che incontriamo durante i viaggi per Mondo9 sono tutti umani credibili e di un certo spessore. Sicuramente diversi da noi per vari aspetti, tra cui una certa attitudine al terrore da non sottovalutare.

Garrasco è forte, pazzo se considerato dall’esperienza di noi terrestri, lucido quasi in maniera “meccanica”, esegue impassibilmente gli ordini impartiti dalle macchine, senza mai perdere la sua consapevolezza.

“Com ‘è che dice Cardanic? Carne su rotta di Carne.Tra poco il nostro porta vivande servirà di nuovo la cena. Brodo di carne e stufato al vapore. A proposito, Victor, non è che ti fa male quando noi, Cardanic e io, mangiamo?”

Scrive questo nel suo diario, e non si può fare a meno di leggere una certa ironia, un attaccamento alla vita spropositato e un senso pratico disarmante.

Una cosa che mi è dispiaciuta un pò, è stato il non approfondire Vania, un personaggio immenso, una donna “d’acciaio” (lasciatemi passare l’espressione), un giusto connubio fra femminilità (colei che si occupa delle uova) e mascolinità (una donna che da sola gestisce l’officina dei ricambi). E a quanto pare anche Garrasco in qualche modo si lascia affascinare da lei. Intorno a lui regna morte e distruzione, uomini come “carne da macello”, grida, corpi smembrati e anche uomini potenzialmente che potrebbero essere salvati (nell’immediato certo, ma non dal destino che sembra incombere inamovibile sugli abitanti di mondo9). Eppure Garrasco si reca da Vania. La cerca poi nel metallo, ma “il metallo da solo è come sabbia. Non conta nulla. E’ un guscio vuoto…”

Comunque i protagonisti di Mondo9 sono tanti e di diversa natura, come Tuono, “il mistero umido che faceva piovere goccioloni sulle loro teste..”

Ho trovato geniale questo elemento all’interno di Cardanic. Un terrore muto, cieco, che ti mette dinnanzi a svariate previsioni, tutte nefaste, ma sicuramente non agghiaccianti quanto la verità.

” Tuono ha quattro braccia e almeno altrettante gambe…”

Credi forse che dare un nome alla tua paura ti aiuti a superarla?

Forse, nella realtà normale. Non su Mondo9.

Per Garrasco e Victor,  poteva essere più “digeribile” dare un nome a quell’orrore, e forse sembra rassicurante anche al lettore. Ma io credo che ci sia un’insidia peggiore in Tuono. L’orrore nominato, che ti accompagna con una sua coscienza-coscienze durante il viaggio. Una costante. Proprio come la  goccia cinese (e lasciatemi passare il paragone), che giorno dopo giorno ti logora, e fa più male di un coltello che ti sgozza.

Trovo accattivante la morfologia di Mondo9 con i suoi deserti sconfinati, dove tutto, davvero tutto è ostile: persino i fiori! E i poli freddi e così silenziosi da assordare la coscienza. Ti viene da chiederti durante la lettura: ma io cosa avrei fatto su questo mondo? L’avvelenatore? Il guardiasabbia? Il meccanico?  Di quale morte avrei voluto morire?

E con queste domande chiudo questa recensione, che sicuramente avrebbe meritato molte più righe , ma il rischio dello spoiler è sempre dietro l’angolo.

Mi riprometto però, in futuro, di riprendere ogni singolo capitolo e analizzarlo sperando che, chi mi legge, avrà già letto Mondo9 e di conseguenza, potrà godersi le analisi del testo e del suo contenuto, senza essere vittima di spoiler.

5star

Quì il sito dell’autore

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